IL GIOVEDÌ

 Capraia
 Una passeggiata straordinaria dal porto al Trattoio.Anche in INGLESE:

GITA DEL 27/04/06



Ci siamo ritrovati in 13, sotto il ponte della superstrada vicino a “Le Melorie”, alle ore 4 (quattro), si alle ore 4 del mattino muniti di piccolo radar personale, a vibrazione, per individuare i compagni di scarpinata, vista l’ora antelucana che ci teneva gli occhi ancora chiusi, Vorrei tacere per pietà i nomi degli sciagurati, ma, per completezza d’informazione, li citerò: Grazia e Vannino, Anna e Antonio, Laura e Fabrizio, Fabio, Carlo 1, Massimo, Enza, Renzo, Sergio. Siamo partiti molto in fretta per Livorno perché stavano arrivando alcuni infermieri della neuro-deliri con la camicia di forza. Arrivati a Livorno siamo saliti sul traghetto per la Capraia, seguiti da sguardi strani, e da alcuni commenti dei passeggeri i più benevoli dei quali erano: “saranno poo scemi quelli lì” oppure “ma gliel’avrà ordinato il dottore” oppure “maaaaah”. Comunque alle 5 siamo partiti ed intorno alle 7,15 siamo sbarcati, accolti da una bella pioggia, sull’isola. Durante il viaggio di andata qualcuno voleva anche giocare a carte, ma la palpebra è calata prima di dare la prima scozzata al mazzo e tutto è stato rimandato al ritorno. Mentre stavamo per partire per la scarpinata è miracolosamente apparso il sole, che non ci ha abbandonato per tutto il giorno (grazie, o Febo, per averci riscaldato le stanche e vecchie membra). Percorso classico verso il monte Arpagna, dove si trova un vecchio faro abbandonato che un tempo funzionava ad acetilene, foto ricordo e poi discesa verso “punta Trattoio” dove si era da poco consumata una tragedia: un gabbiano catturato da un predatore ed abbandonato con gli organi sanguinanti e sparsi sulle rocce. Questo non ci ha impedito di ammirare un panorama bellissimo con moltissimi gabbiani, in questo periodo in amore, che ci volavano sopra per poi posarsi negli anfratti della scogliera e, con grande sorpresa, abbiamo notato anche 4 mufloni della val Brembana in ferie nell’isola (evento che si verifica ogni quarto di secolo). Se la discesa era stata bella, la risalita è stata una tortura medievale: non finiva mai, in mezzo alle frasche, senza un filo d’aria, con un caldo asfissiante, ecc. ecc. Arrivati in cima abbiamo bevuto come uno che ha attraversato il deserto senz’acqua e, con una certa fretta, ci siamo diretti verso il paese. Perché con una certa fretta ci si può chiedere: c’era il traghetto in partenza?, bisognava arrivare presto a casa? Vi rincorreva qualcuno? Niente di tutto ciò: c’era una prenotazione presso un noto ristoratore dell’isola. Se dico cha al ritorno abbiamo volato ci potete credere: ho visto Massimo(fateci caso: è mancato solo il giorno in cui si mangiava il parco panino) che levitava sulle pietre dei sentieri (aveva telefonato al mago Silvan) ed infatti è giunto per primo a tavola dove c’era una sorpresa (mi viene da ride): eravamo in 13, ma in tavola c’erano solo 12 coperti. Laura si era fermata su uno scoglio per dare una ritoccatina alla già abbondante abbronzatura e fra il pesce ed il sole ha scelto lo scoglio. Menù: Penne alla granseola, riso alla marinara, pesce arrosto, frittura di gamberi e totani, ponce alla livornese (il titolare del ristorante è di Palermo). Piccola pennichella sul molo coi soliti scherzi sciocchi ai danni di chi dormiva e poi partenza per Livorno col traghetto della Siremar (all’andata era Toremar). Subito sfida a carte tra Fabio e Renzo contro Carlo e Massimo: non vi dico chi ha vinto, dico solo che il Capo (Fabio), voleva strappà le carte. Per cercare di farlo ragionare di nuovo gli abbiamo fatto annusare un profumo di prosciutto arrosto che lo ha calmato all’istante.
Discesi dal traghetto siamo tornati alle auto e stanchi, ma soddisfatti siamo rientrati alle nostre case.

Capraia’s hike
From the port to the Stagnone, Monte Delle Penne and old Penitenti


We left from Livorno at 4:50 am (timetables on www.toremar.it).
Thanks to Antonio we are on time, as he parked in a hidden nearby road.
We all look like sleepwalkers on the ferry.

We landed on time at 7:20 am, packed our rucksacks and on we go with the bus until the little village.
Grazia stops by the seaside because of her swollen foot.
We head west from the village, following the slope built by the lifers, taking estreme care not to brush against the bushes where thousands of “gatte pelose” (Ifantrya americana) are having breakfast.

At the road fork we start climbing the hairpin towards the fountains and we finally get to the “Colombaia”.
Great landscape view. We see Corsica and its snowcapped mountains.
Wonderful meadow with asphodels, rosemary and cistuses.
We then go back through the “Stagnone”.
At this time Vannino, worried about Grazia’s health decides to go back and see her, while we go on until Monte Delle Penne.

We now follow the slope heading East that leads u sto the old penitentiary, through an asphodels sea.
Once there we can have our lunch, together with a flock of sheeps!
After that we quickly go down following the tarmac road from the penitentiary to the port where we get at about 3:30 pm.

What a balm for our feet when we free them and put them in the sea (not mentioning the fact that fishes and people had no choice but run away..)
We meet Grazia and Vannino who meanwhile have had lunch at Beppone’s with a warm dish of “Spaghetti alla Granseola”(kind of crayfish).
What an unfair world, we just had sandwiches and they had… Well, we will have our revenge next time!

We landed back home on time and with the fellowship of seagulls.




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