IL GIOVEDÌ

 Limano
 Monte di Limano 2°.La vendetta!!!!!

Anche oggi si va in lucchesia. Ritrovo ore 6,30 sul piazzale del mercato di Fornacette e da lì sono partiti Carlo 1, Massimo, Fabrizio (Laura non c’è), Renzo, Enza, Mauro e il capo, Fabio, che si è subito fermato per comprare un po’ di pane (circa 3 Kg.). Prima fermata Badia, davanti alla solita chiesa, dove erano ad aspettarci Antonio e Anna, Vannino e Grazia e Sergio. Paolo è andato in Cina per comprare le cineserie. Ci siamo diretti verso “Il Piaggione”, bar “La vela” per la consueta colazione e per caricare anche Carlo 2, pure oggi alla guida dell’escursione. Anche stamani niente “Tettone”. Partenza da Limano con obiettivo la cima del monte omonimo, a quota da me ignorata, che si intravedeva lassù in alto. Naturalmente, guidando Carlo 2, siamo partiti con una salitina infame della pendenza del 45%. Per fortuna l’ascesa si è fatta meno dura man mano che si saliva ed ,addirittura, l’ultimo tratto per raggiungere la prima meta, in falsopiano. La prima meta costituiva in una costruzione con tetto, con un caminetto nell’angolo destro appena entrati, con un tavolo a ferro di cavallo in posizione centrale circondato da una panca in sasso di uguale forma. Qualcuno ha detto che su quel tavolo scomodo, ma allora invitante, aveva fatto una delle più belle ……….. della sua vita, rivivendo la scena del film “Il postino suona sempre 2 volte”, quando nel retrobottega ………… In questo luogo d’amore abbiamo svuotato i nostri zaini e sono venuti alla luce i segreti intenti del dopogita. In 13 persone avevamo circa 6 metri di salsicce (considerando che ogni salsiccia è lunga 9 cm, avevamo a disposizione circa 6,6 periodico salsicce a testa), ma mi è sfuggito il numero delle bottiglie di vino. Siamo quindi ripartiti

verso la vetta e, come sempre, Carlo 2 ha sbagliato strada, non ricordando il sentiero serio ed umano per la vetta, ma, dopo circa 15 minuti di girovagare per il bosco da cui alcune persone volevano anche tornare indietro, abbiamo trovato la via giusta. Arrivare in vetta è stato molto duro, la salita non concedeva respiro, però la fatica è stata ricompensata dallo spettacolo stupendo offertoci: Balzo nero, Prati Bellincioni, Poggio sentinella, Foce di Capolino, Penna di Lucchio, Memoriante, Rondinaio le cime intorno e sotto Vico Pancellorum, Lucchio, Limano ecc. Ma questa era soltanto la prima vetta perché con un altro piccolo sforzo e qualche lieve pericolo si poteva arrivare alla croce posta più in alto e qualcuno (8 per la precisione) c’è andato. Con una rapida votazione (vista l’esistenza del numero legale: 8 su 13), abbiamo deciso la soppressione di Carlo 2 tramite volo dalla vetta del monte, sentenza eseguita da Fabio mentre Carlo 1 leggeva le motivazioni: salite durissime, posti troppo belli, sentieri inventati, fittoni, non ha portato Gabriella ed è stato un ferroviere. Espletata questa formalità ci siamo riuniti al resto del gruppo per tornare a quella famosa costruzione dividendoci più giù in 2 gruppi, a scopo esplorativo, per trovare l’imbocco del sentiero serio ed umano che porta in vetta: missione riuscita. In quella famosa costruzione il fuoco già ardeva, acceso da Sergio, uno specialista, infatti, si è incendiato anche un sacchetto contenente piatti e bicchieri di plastica dando origine ad una colata di tipo lavico. I più facoltosi si avvalevano di griglie portatili per strizzare le salsicce da mettere sul fuoco, ma qualcuno ha estratto dal cilindro, pardon dallo zaino, bistecche di suino, fagioli lessati, olio bono di Buti, sale, pepe, peperoncini sott’aceto e un bel pezzo di pecorino foderato di nero, ma di origine incerta visto che è sparito tanto rapidamente da non permettere la lettura della marca. Antonio e Anna si sono piazzati su una curva del tavolo e si sono imbanditi la medesima con bruschette, salsicce, fagioli, peperoncini ecc.(per farla breve si sono alzati solo quando non c’era più nulla da mangiare). Il resto della truppa ha preferito mangiare fuori. Sono avanzate n° 3 salsicce di una nota macelleria di Pontedera e n° 4 salsicce di puro suino di Montescudaio. Il pane è mancato. Il vino, che variava d abbiamo intrapreso la via del ritorno verso le nostre auto, bagnandoci.
Alla sera stanchi e fradici, ma soddisfatti siamo rientrati alle nostre case.


















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