IL GIOVEDÌ

 Treggiaia
 Trekking tra asparagi,aglietti e......

GITA DEL 6/4/06


Ritrovo ore 8 presso il capannone di Leonardo a Treggiaia.
Eravamo: Leonardo,Fabio e Viviana, Vannino e Grazia, Massimo, Carlo e Giovanna, Renzo, che è arrivato dopo il bilancino del barroccio, Enza, Paolo e Sergio, Antonio e Anna, e Francesco, il bronzato. La scusa per questo ritrovo è: escursione dedicata alla ricerca degli asparagi. Più falso dei soldi del Monopoli; il vero motivo è che, a fine scarpinata dopo circa 5 ore, ci aspetta la famosa zuppa di cavolo della signora Gina suocera di Leonardo. Sappiamo tutti benissimo che, mentre si cammina tra monti e valli treggiaiole, vediamo davanti agli occhi un bel piatto di zuppa fumante che poi è sempre accompagnata da qualche altra cosetta...……………(sigh). Partenza dal capannone, viottolo tra gli ulivi, discesa verso una prima valle, risalita di fianco al confine della villa, passeggiata per un viale molto romantico e, particolare non trascurabile, in pianura, leggera salita per un piccolo colle, passaggio davanti alla “fonte lontana”, passaggio davanti al villaggio “S. Bartolomeo”, arrivo alla Croce, discesa nella seconda valle, attraversamento e risalita verso Gargalone, piccola discesa verso il centro ippico e poi salitone per Cerreta, strada per Montalto e ritorno al capannone per la meritata ricompensa. Tabella di marcia rispettata perfettamente e, di solito, per queste occasioni, è difficile che si ritardi ( poi Carlo 2 era assente). Dicevamo degli asparagi: in effetti gli unici autosufficienti sono Enza, Renzo ed il capo; gli altri non li vedono neanche se sono alti 1 metro, allora Leonardo, lo ricorderete, cogli occhi a forma di asparagio li ha raccolti per tutto il resto della brancata. Fabio, il capo, aveva anche un attrezzo per cavare gli agli selvatici e ci ha appuzzolentito per tutto il percorso. Naturalmente tutte queste divagazioni non fanno che aumentare l’appetito. Prima del sospirato pranzetto Vannino, un grande sommelier, ci ha gratificato di uno spumantino secco come aperitivo e ci ha consigliato la gradualità del vino rosso durante la mangiata perchè Paolo era a capo-tavola e la sua teoria è stata pienamente rispettata. Dopo una serie di antipasti vari, è stata la volta della zuppa di cavolo con bis, poi le penne al coniglio con bis, trippa in umido con piselli, coniglio ripieno con patate fritte, dolce, frutta, caffè, spumante, limoncello e grappa. Il dolce era costituito da: pastiera napoletana, cenci, crostate varie, torta della nonna. Sembra che dalle nostre escursioni stiano studiando una riedizione del film “La grande abbuffata” dopo la prima stesura tratta dal libro di Rabelais “Gargantua e Pantagruel”. Non sono mancate le foto ricordo sul prato adiacente al capannone in piena fioritura di margherite, né la sfida a calcio balilla tra Massimo e Carlo 2 contro Renzo e Fabio, che, dove bisogna saper giocare, perdono sempre,
Alla sera stanchi ma soddisfatti siamo rientrati alle nostre case.



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