IL GIOVEDÌ

 Portovenere-Riomaggiore
 La Liguria tra mare e cielo


Partenza sotto la pioggia col treno da Pontedera ore 6.20, con frase celebre di Antonio, cambio treno a Pisa per Spezia, partita a carte sul treno (Fabio e Renzo sono 2 gay incredibili) e arrivati in stazione, la pioggia era cessata e non l’abbiamo più vista per tutta la giornata, abbiamo proseguito verso i filobus di via Fiume per giungere in una piazza chiusa al traffico e da lì in corso Giuseppe Garibaldi dove ci sono diverse pasticcerie per la nostre boccucce delicate e, casualmente, anche la fermata della linea P per Portovenere da dove sarebbe partita l’escursione.
Eravamo: Francesco, Carlo 1, Sergio, guarito dalla fratturina al ditino mignolo del piedone sul quale era caduto un cioccone di legno che tagliava per il camino, Fabio, Massimo, Anna e Antonio, Renzo, Mauro, Grazia e Vannino.
La scarpinata è cominciata subito con una scalinata di gradoni alti 60 cm. sita accanto ad un castello dove erano a lavorare alcuni operai che ci guardavano neanche fossimo extraterrestri. Quando gli scalini sono terminati, la salita e continuata, ma il panorama era talmente bello che nessuno l’ha visto per la fatica boia che ci voleva a montà su. Naturalmente scherzo, perché la prima salita è durata appena 3 ore. La meta da raggiungere era Rio Maggiore. La guida del giorno era Anna che ci ha portato in posti molto belli e da alcuni di noi mai visti, con una piccola deviazione che ha comportato ,fra salita e discesa, almeno 200 scalini per fortuna abbastanza regolari, ed un piccolo ritardo sulla tabella di marcia per cui abbiamo mangiato il panino (parco) con l’imbuto e siamo stati costretti ad una discesa a rotta di collo verso Rio Maggiore per riprendere il treno che ci avrebbe riportato a casa. E veniamo alla frase celebre pronunciata da Antonio alla stazione di Pontedera. “ Guarda che puntualità questo treno e poi tutti parlano male di queste vituperate ferrovie”. Al ritorno infatti il treno era in ritardo di appena 50 minuti e noi, per fare prima, abbiamo preso quello dopo che, però, è arrivato più tardi. Alla stazione di Rio Maggiore, Fabio si è addormentato lungo il binario: gli abbiamo messo vicino un cappello con scritto”fate la carità ad un povero affamato” e qualche spicciolo l’ha raccattato, pochi in verità, (che fosse affamato era poco credibile), ma se il treno avesse ritardato di più sarebbe andata meglio.
Alla sera stanchi ma soddisfatti siamo rientrati alle nostre case.


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