IL GIOVEDÌ

 Volterra
 Un giro sul lato Nord Ovest




I MARMINI
Il percorso a carattere “Etrusco Medioevale” parte dall’Agriturismo MARMINI, di Jacopo Baldini, (tel 0588-85042) che si trova sulla strada che da Volterra, Porta Fiorentina, porta al Prato d’Era e si snoda sul versante Nord Est del monte volterrano. Abbiamo risalito parte della vecchia strada medioevale fino alla Porta Diana, resti di porta etrusca, e qui abbiamo svoltato a sinistra scendendo nella sottostante valle. Risaliti per terreni privati, in attesa del sentiero in progetto per la valorizzazione delle mura, abbiamo ammirato i resti della cinta muraria risalente al IV secolo A.C., siamo scesi con l’aiuto di una corda lungo il pendio e raggiunta un strada bianca siamo arrivati alla strada che da S. Girolamo scende nella valle dell’Era passando vicino il vecchio cimitero dell’ospedale psichiatrico in località San Finocchi. In prossimità di una casa con siepe di alloro si svolta a sx (segni bianco-rossi) e alla casa successiva abbiamo lasciato il sentiero segnato, pioveva, passando per terreni privati e raggiungendo il Prato d’Era. Alla destra del Ristorante abbiamo imboccato la vecchia strada medioevale che da Volterra portava a Firenze detta la via del sale o Salaiola. Risalendo il monte Volterrano e passando di fronte alla Fonte all’Agnello siamo ritornati al punto di partenza non prima di aver ammirato le stupende tombe etrusche dell’Ipogeo dei Marmini, segnalate e illuminate all’interno. Il magnifico pranzo della signora Maria ha chiuso questa bella giornata .


Ritrovo ore 7 a Ponsacco con partenza in direzione Volterra per una piccola escursione con sorpresa
Eravamo: Carlo, che tornava dopo 7 mesi, Grazia e Vannino, Anna e Antonio, Laura e Fabrizio, Rita, una new entry, Paolo il chimico che, quando c’è da mangiare non manca mai, Renzo, Leonardo, quello della zuppa, con gli occhi ad asparagio, Massimo, Fabio il capo, Mauro che ha ormai svezzato i gemelli ed è più libero, Pier Luigi, un oculista di fama quasi mondiale, ed infine, Iacopo,il rifocillatore. Mancava Enza,quella che non manca mai e Paolo B, che non è stato ritrovato nemmeno dalla Sciarelli. La scarpinata non è stata un granchè, avversata anche da una fastidiosissima pioggerellina con qualche fiocco di neve e alcuni chiccolini di grandine (diametro 4 cm) , ma la sorpresa è stata eccezionale. Facendo un passo indietro, durante il tragitto siamo passati davanti ad una casa dalla quale è uscita una “signora” berciando e dicendo che da lì non si poteva passare, ma quando ha visto Pier Luigi (l’aveva curata bene), per poco non ha steso una passatoia rossa sul nostro cammino, dato che la vista della “signora” è nelle sue mani. Abbiamo anche visitato un paio di tombe etrusche nelle quali aleggiava un brutto odore di aglio che ci ha fatto meditare finchè non abbiamo visto gli aglietti selvatici che il solito Massimo aveva in mano insieme agli asparagi che gli aveva indicato e talvolta anche raccolto Leonardo. Come promessole da Grazia, Rita ha avuto in Renzo un cavaliere impeccabile nei rari passaggi difficoltosi. (ma se fosse stata gobba avrebbe fatto lo stesso?). E veniamo alla sorpresa finale. Una tavola imbandita sulla quale stentavano a trovare posto (inizialmente) quei piccoli (troppo piccoli), ma numerosi (10/12 tipi) vassoi da antipasto, seguiti non da crostini, ma come ha detto il maitre di sala, crostoni di gusti vari. Siccome l’intento era di stare leggeri abbiamo divorato soltanto 2 primi e 2 secondi secondo il motto:” Non rimandare indietro vassoi con cibo non consumato, la volta successiva te ne portano meno”. Per concludere è arrivata la crostata (2 tipi), il caffè e poi il punch, ma i più ingordi (fogne) hanno bevuto anche la grappa o il limoncello. Anche la new entry Rita si è dimostrata degna di far parte del nostro gruppo.
Alla sera stanchi ma soddisfatti siamo rientrati alle nostre case.


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